ordine illecito del superiore

Insomma, come chiarito dalla Cassazione [2], affinché il pubblico dipendente sia esonerato dall’obbligo di obbedienza è necessario che vi sia una palese illegittimità dell’ordine. Martina Linguerri, avvocato in Bologna. Nel caso di specie, ad un dipendente era stato impartito l’ordine, dal proprio datore di lavoro, di modificare la data di scadenza di alcuni prodotti alimentari presenti all’interno del punto vendita presso cui egli prestava attività lavorativa. Difatti, l’esecuzione di un ordine impartito dal superiore gerarchico non vale a scriminare la condotta del dipendente ove questi era in grado di rendersi conto della illegittimità dell’ordine, in quanto palese. Martina Linguerri, avvocato in Bologna. – a cura di Filippo Capurro – Due recenti pronunce cercano di rispondere a questo quesito. Un elemento interessante sottolineato nella sentenza in argomento riguarda il fatto che, in ossequio alle regole del Codice civile, sarà onere del datore di lavoro dimostrare che il dipendente fosse in grado di rappresentarsi il carattere illegittimo dell’ordine in quanto contrario a direttive generali già impartite o, comunque, agli interessi aziendali. – a cura di Filippo Capurro – Due recenti pronunce cercano di rispondere a questo quesito. Consiglio di Stato n. 6208 del 15 dicembre 2008). Il ricorso alla clausola dell’ordine pubblico, di cui all’articolo 23, lettera a), di detto regolamento dovrebbe, quindi, essere ammissibile solo ove, tenuto conto dell’interesse superiore del minore, il riconoscimento della decisione pronunciata in un altro Stato membro contrasti in … Monica Lambrou, DIRITTO E PRATICA DEL LAVORO 41/2020 – IL RAPPORTO DI LAVORO DIRIGENZIALE NEL PUBBLICO IMPIEGO – Avv. Il dovere di rimostranza nel pubblico impiego. Innanzitutto, egli deve rispettare, in generale, i doveri di buona fede e correttezza. Con la sentenza n. 41 del 2 marzo 2018 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. Nella sentenza impugnata, la Corte territoriale, pur ammettendo la censurabilità della […] Più di recente, la Cassazione è intervenuta con due pronunce a spiegare se, in presenza di un ordine illecito del superiore, si deve obbedire o, al contrario, ci si può astenere dal rispettarlo senza per questo violare i doveri di fedeltà e obbedienza. La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. SCRIMINANTI ED ESECUZIONE DI ORDINI L’Ordinamento ha previsto situazioni in presenza delle Appare dunque chiaro che, in ambito penale, l’errore di fatto elimini la responsabilità dell’esecutore dell’ordine, cui non appariva manifestamente illecito. Non per questo però il datore è libero di impartire qualsiasi tipo di comando. g) (che prevede il licenziamento anche ‘per qualsiasi fatto che dimostri piena incapacità di adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio’), dal momento che ‘nella vicenda oggetto di contestazione non si addebitava alla lavoratrice di non aver adempiuto ad ordini di servizio, ma l’esatto contrario: aver assecondato gli ordini e le sollecitazioni illegittime che le provenivano dalla direttrice […]”. VI Civile – L, ordinanza 10 ottobre 2018 – 22 gennaio 2019, n. 1582. che, con sentenza depositata il 10.6.2017, la Corte d’appello di Catanzaro ha confermato la statuizione di primo grado che aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento disciplinare intimato da Poste Italiane s.p.a. a P.S. These cookies do not store any personal information. Ciò viene fatto essenzialmente utilizzando la nozione di grafo associato ad un processo di Markoff. Il nuovo illecito disciplinare, ipotizzabile in futuro, potrebbe consistere dunque in un comportamento scorretto, consistente nell’illecita interferenza, da parte di uno o più magistrati, nell’attività di uno o più componenti del Consiglio superiore della magistratura. 7 St. Un interessante precedente in ambito di lavoro pubblico è quello offerto da una sentenza della Corte dei Conti, la n. 117/2014. In un punto vendita, un dipendente modifica la data di scadenza riportata su alcune confezioni di hot dog. In una definizione di tal sorta sembra effettivamente rientrare la condotta di un lavoratore nel senso sinora discusso: eseguire un ordine illecito, per quanto impartito da un superiore, giustifica certamente il venir meno della fiducia che un datore di lavoro onesto ponga nei confronti del proprio dipendente che agisca in tal modo. He is one of the world's top experts on Renaissance and the philosopher Giordano Bruno . In tali casi l'art. DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO N. 46/2019 – ORDINI ILLECITI DA PARTE DEL SUPERIORE: ESECUZIONE E LICENZIAMENTO – Monica Lambrou, CONTRIBUTO PUBBLICATO SU DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO DI IPSOA. Difatti, secondo un risalente, ma ancora valido, indirizzo della giurisprudenza di legittimità, la scriminante di cui all’art. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience. Monica Lambrou, Repubblica Milano Focus Studi Legali – Il successo cresce con la soddisfazione delle esigente dei propri clienti – Avv. 51 c.p., stante l’assenza di un potere di supremazia, inteso in senso pubblicistico, del superiore riconosciuto dalla legge (cfr. Peraltro, in merito a detto istituto si è altresì espresso il Consiglio di Stato (cfr. Sebbene, dunque, possa ben comprendersi lo stato di difficoltà dettato dal potere detenuto dal superiore gerarchico che impartisce l’ordine, la volontà di metterlo in pratica deve necessariamente essere ricondotta in capo al lavoratore che si macchia dell’illiceità così compiuta, non potendosi giustificare la condotta in altro modo. Non è punibile chi esegue l’ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità dell’ordine” (art. g), siccome implicante la considerazione di circostanze nuove; che, con il secondo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. lav., dell’art. Dallo scontro tra la fedeltà alla normativa e quella al proprio datore di lavoro, nasce una diatriba che ha interessato la recente giurisprudenza e la cui soluzione risulta di interessante epilogo per l’odierno approfondimento. 2. Pertanto, sebbene, come detto, in contrasto con la tendenza generale della Corte, detta pronuncia non sembra, tuttavia, discostarsene. sent. Quindi, non può ordinare a un dipendente di frodare un cliente o di non emettere gli scontrini. g) (che prevede il licenziamento anche “per qualsiasi fatto che dimostri piena incapacità di adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio”), dal momento che “nella vicenda oggetto di contestazione non si addebitava alla lavoratrice di non aver adempiuto ad ordini di servizio, ma l’esatto contrario: aver assecondato gli ordini e le sollecitazioni illegittime che le provenivano dalla direttrice” (ibid., pag. Immagina di ricevere un ordine illecito dal tuo capo. Lo scorso gennaio la Suprema Corte si è espressa su un caso di interesse per la tematica in argomento. Se l’ordine è rinnovato per iscritto, l’impiegato ha il dovere di darvi esecuzione. L’articolo del Codice penale preso in esame dalla sentenza della Corte è il 515, rubricato: “frode nell’esercizio del commercio”. nn. La stessa disposizione è spesso contenuta in numerosi contratti collettivi. 54, comma 5, lett. Commento a Cassazione sez. Nel caso specifico il lavoratore era stato licenziato per avere contabilizzato di alcuni lavori non eseguiti e aveva addotto a giustificazione del proprio illecito di avere ricevuto un ordine in tal senso dal proprio superiore gerarchico nell’ambito di una riunione a cui avevano partecipato altri colleghi. Lavoro - Cassazione Penale: se l’ordine del superiore è illecito la paura della ritorsione non aiuta, si deve disobbedire 21 Marzo 2017 ELSA Con la sentenza in esame la Cassazione conferma la responsabilità del dipendente che non disobbedisce né denuncia l’ordine illecito del superiore, ma anzi lo … (che, cioè, “non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”). g), CCNL 2011, nonché degli artt. n. 23600 del 2018); che, conseguentemente, assorbito il secondo motivo, la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata per nuovo esame alla Corte d’appello di Reggio Calabria, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione; che, in considerazione dell’accoglimento del ricorso, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso. Cassazione sentenza n. 24334 del 29 ottobre 2013 – Licenziamento legittimo per dipendente che obbedisce ad ordine illecito. È ancora più scontato ritenere che il datore di lavoro non possa impartire ordini che violino la legge, civile o penale che sia. You also have the option to opt-out of these cookies. Corte di Cassazione – Sezione Terza Penale, Sentenza 24 gennaio 2107, n. 3394. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Al contrario, un “ordine” può essere imposto a chiunque sia gerarchicamente inferiore a chi lo emana, indipendentemente dal fatto che questi due soggetti siano legati da un rapporto lavorativo. Nessuno dei due espedienti, tuttavia, è valso a scagionare il lavoratore, comunque ritenuto dalla Corte colpevole. Anzi, la Cassazione ha fatto puntuale riferimento alla lettera della norma considerata, chiarendo che, sebbene nella normativa si parli di “obblighi”, nel caso di specie quelli imposti dal superiore al dipendente erano in effetti veri e propri “ordini” e, pertanto, l’articolo del Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento non poteva essere considerato. Si ricordi infatti che l’articolo 2049 c.c., rubricato “responsabilità dei padroni e dei committenti”, recita che “I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti”. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Reggio Calabria, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. 16 Dicembre 2020 Redazione Comment Traffico illecito di rifiuti, i dettagli dell’operazione. n. 23878/2008). Secondo i criteri dettati dalle pronunce della Suprema Corte sulle quali ci si è soffermati supra, una situazione del genere sembrerebbe, tenute nel dovuto conto le singole circostanze del caso, dare la possibilità alla parte di comminare al lavoratore un licenziamento per giusta causa ex art. n. 6208 del 15 dicembre 2008), chiarendone in qualche modo la natura. 47, c.p. Google has many special features to help you find exactly what you're looking for. 2119 c.c. Obbedire a un ordine del superiore gerarchico giustifica l’illecito del lavoratore? DIRITTO&PRATICA DEL LAVORO 44/2020 – CONTRATTI COLLETTIVI COMUNITARI: DISCIPLINA ED EFFICACIA – Avv. Vediamo qual è l’orientamento dei giudici. Ne consegue che il dipendente non è affatto obbligato a rispettare gli ordini illegittimi, anzi deve astenersi dal rispettarli, altrimenti ne è personalmente responsabile. REGOLAMENTO (UE, Euratom) 2018/1046 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. La Corte, in considerazione dell’ingente danno contro il patrimonio dello Stato, non ha operato alcuna differenza tra le cariche dei soggetti coinvolti, richiamandone la responsabilità di ciascuno senza distinzioni. lavoro n. 30122 del 21 novembre 2018. 656, comma 5, c.p.p. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. che, con il primo motivo di censura, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. sentenza Cass. 06-02-2017 Con sentenza n. 3394/2017 la III Sez. Il dovere principale del lavoratore subordinato è quello di prestare obbedienza, ossia rispettare le disposizioni impartite dal datore o dai suoi collaboratori per l’esecuzione e la disciplina del lavoro. 1362 c.c., comma 1, sia perché il testo negoziale si riferisce ad “obblighi” e non ad “ordini” di servizio, sia perché l’esecuzione di un ordine illegittimo impartito da un superiore gerarchico non può non equivalere alla violazione degli obblighi contrattualmente assunti circa il rispetto delle norme interne legittimamente emanate, coerentemente con il principio secondo cui, nel rapporto di lavoro privato, non può trovare applicazione l’art. Commento a Cassazione sez. c) e lett. Con la sentenza in esame la Cassazione conferma la responsabilità del dipendente che non disobbedisce né denuncia l’ordine illecito del superiore, ma anzi lo pone in essere. Visualizza il documento: Cass., 28 settembre 2018, n. 23600 2014 c.c.) Monica Lambrou, MAG 11/2020 – LA DISCIPLINA DEI CONGEDI PARENTALI E L’EMERGENZA SANITARIA – Avv. [3] Cass. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio; che parte controricorrente ha depositato memoria. Vediamo qual è l’orientamento dei giudici. Nella sentenza appena citata, infatti, è stata asserita la non sussistenza di un vero e proprio obbligo posto in capo al dipendente di denunciare la comminazione di un ordine che questi ritenga illegittimo provenire da un proprio superiore (“Non sussiste, infatti, un obbligo incondizionato del pubblico dipendente di eseguire le disposizioni, ivi incluse quelle derivanti da atti di organizzazione, impartite dai superiori o dagli organi sovraordinati, posto che il dovere di obbedienza incontra un limite nella ragionevole obiezione circa l’illegittimità dell’ordine ricevuto”). Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. Nell’elaborare la motivazione di una sentenza in totale opposizione a quanto sinora descritto, invece, la Suprema Corte neppure si è soffermata sul contenuto degli ordini, senza chiarirne la loro natura. "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. 54, comma 5, lett. Nelle fattispecie di cui in argomento, l’errore del dipendente che pone in essere, su ordine impartito dal proprio superiore, una condotta illecita, verte sul fatto che egli ritenesse, appunto per errore, che essa fosse in effetti lecita. Secondo la Corte di Catanzaro, invero, la dipendente non si era affatto resa inadempiente, avendo, semmai, portato a termine i compiti assegnati in maniera aderente alle direttive in tal senso imposte, senza considerarne l’elemento dell’illiceità. Non deve essere portato in esecuzione, quindi, quell’ordine che sia tale da incidere in maniera irrimediabile sulle esigenze vitali del lavoratore o sia tale da esporlo a responsabilità penale, connessa allo … Con la sentenza n. 3394/2017 la III Sez. “diritto/dovere di rimostranza”, in forza del quale il dipendente pubblico ha la facoltà, laddove gli venga impartito un dovere sulla cui liceità egli sviluppi consistenti dubbi, di opporsi alla sua esecuzione, senza subire le conseguenze di quello che, formalmente, potrebbe essere letto come un inadempimento degli obblighi lavorativi. In primo ed in secondo grado, le Corti territorialmente competenti avevano dato ragione alla Società datrice di lavoro, respingendo l’impugnazione del licenziamento comminato alla dipendente per aver eseguito ordini illeciti ricevuti dal proprio superiore. Con la sentenza n. 3394/2017 la III Sez. Si può licenziare senza preavviso il dipendente che obbedisce a un ordine illecito di un superiore. La sfumatura è sottile e merita una analisi brevemente dettagliata. Sai bene che la legge ti obbliga a prestare fedeltà e obbedienza al tuo datore di lavoro: un obbligo sancito dallo stesso Codice civile ed emblema del rapporto di lavoro subordinato. Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. Search the world's information, including webpages, images, videos and more. 7 St. Con la sentenza in esame la Cassazione conferma la responsabilità del dipendente che non disobbedisce né denuncia l’ordine illecito del superiore, ma anzi lo pone in essere. La giurisprudenza si è spesso trovata a dare una risposta a tale quesito: dimostrazione questa di quanto spesso avvenga che un superiore si approfitti della propria posizione per violare la legge senza “sporcarsi direttamente le mani”. gli ordini del superiore gerarchico; - rappresenta il limite alla scusabilità dell'errore di diritto penale, in cui sia incorso colui che abbia obbedito all’ordine penalmente illecito, ignaro della sua criminosità. 51 c.p. Obbligo di obbedienza e di rispetto delle direttive del datore di lavoro o del superiore gerarchico: si rischia il licenziamento? La Corte di Cassazione si è altresì pronunciata sul tema nel 2018 con la sentenza n. 23600: qui, una società datrice di lavoro licenziava un dipendente per aver contabilizzato dei lavori mai eseguiti. Si può licenziare senza preavviso il dipendente che obbedisce a un ordine illecito di un superiore. “potere di rimostranza” – nella accezione, dunque, della sua “non-doverosità” – del pubblico impiegato è disciplinato dall’art. La Corte, infatti, giudicava che la paura della ritorsione, posta come a giustificazione della condotta del dipendente, non aiuta la sua condizione: la disobbedienza, di fronte alla lettera della legge, resta obbligatoria. In generale, detta previsione si traduce nel diritto di qualunque soggetto cui venga impartito un ordine manifestamente illecito, di non darvi esecuzione, senza subirne conseguenze in merito alla responsabilità da inadempimento eventualmente rilevabile da chi l’ordine l’abbia impartito. 51 c.p. In caso contrario, la condotta penalmente rilevante, derivante dall’esecuzione dell’ordine illegittimo costituisce comportamento sanzionabile disciplinarmente, fino a dar luogo a giusta causa di licenziamento (nella specie, il lavoratore non aveva disatteso l’ordine illegittimo del superiore che, preso atto dell’imminenza dello spirare della prescrizione per la riscossione di imposte, aveva ordinato agli … Se, infatti, la Suprema Corte ritiene illegittimo il licenziamento che penalizzerebbe una singola condotta illecita a fronte di una intera attività non lecita, in una situazione opposta in cui una singola condotta contra legem si inserisce in un contesto di liceità – la valutazione sull’efficacia del licenziamento è stata giudicata in modo diametralmente opposto. Si studia quando un processo di Markoff del primo ordine si può considerare derivato da un processo di markoff di ordine superiore a uno. All’ultimo anno citato risale, tuttavia, anche una ulteriore sentenza che però si pone in senso contrario a quanto appena esposto (nello specifico, cfr. Alla luce di ciò, tanto la legge quanto i contratti collettivi hanno più volte sancito il diritto del dipendente di disobbedire un ordine illegittimo. Sebbene la regola generale sia quella appena descritta, è opportuno sottolineare che alcune caratteristiche e modalità di fruizione di detto diritto – talvolta definito quale vero e proprio dovere in capo al dipendente – variano a seconda delle singole discipline approntate nei diversi Ccnl di riferimento. Come è noto, infatti, il concetto di giusta causa comprende al suo interno una lunga serie di situazioni dalle più diverse sfaccettature. Pertanto, nel caso in argomento, il licenziamento risultava illegittimo, offrendo così questa pronuncia, seppure basandosi su una fattispecie in fatto difforme alle precedenti esaminate, uno spunto per un ragionamento a contrario. 17, D.P.R. Legittimo il licenziamento del dipendente della Agenzia delle Entrate che, osservando un ordine del superiore, agisce in violazione delle norme. È facendo riferimento a questi principi che è possibile dare una corretta lettura degli articoli 1175 e 1375, Codice civile, i quali ascrivono alla figura del lavoratore dipendente l’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa secondo i principi di buona fede e correttezza. La Suprema Corte invece, ritiene che l’esecuzione di un ordine illegittimo impartito dal superiore gerarchico non basta di per sé ad impedire la configurabilità di una giusta causa di recesso, non trovando applicazione nel rapporto di lavoro privato l’art. Il caso. Non solo, la commissione di detto illecito ben potrebbe comportare delle conseguenze anche per il datore stesso. Visualizza il documento: Cass., 28 settembre 2018, n. 23600 Caso particolare è costituito dall'ordine la cui esecuzione sia rivolta contro le istituzioni o che costituisca manifestamente reato. Parola di Cassazione! pag. lav., dell’art. 10 gennaio 1957, n. 3; esso riconosce la facoltà di questi di fare immediata e motivata contestazione a chi ha impartito l’ordine, e, solo nel caso in cui esso sia emesso per iscritto, il dipendente non può esimersi dall’eseguirlo, a meno che l’esecuzione non configuri un’ipotesi di reato (cfr. Ad esempio, il responsabile del reparto di un supermercato ti chiede di sostituire la data di scadenza di alcuni prodotti alimentari o, sapendoti in giro per consegne, ti impone di accelerare con l’auto disinteressandoti di eventuali autovelox. Secondo una recente ordinanza della Cassazione [3], è vero che il Codice penale [4] stabilisce che nessuno può essere punito per aver adempiuto a un ordine di un’autorità (a risponderne sarà eventualmente chi ha dato l’ordine), ma è anche vero che, nell’ambito del rapporto di lavoro privato, non esistono “autorità” in senso pubblicistico.

Motori F1 2019 Scuderie, Simone Pennini Lascia Orchestra Bagutti, Don Chisciotte Riassunto, Museo Del Vittoriano, Bonus Matrimonio 2021 Sardegna,